lunedì 1 giugno 2009

Lungotevere

Secondo la canzone, già molti anni fa, non si vedevano più innamorati per lungotevere. Ma se le coppiette hanno modificato le loro abitudini, non per questo il luogo ha perso motivi di fascino.
Queste due arterie che scorrono accanto ai parapetti a ridosso del Tevere sopra agli alti argini eretti subito dopo l'unità d'Italia per proteggere definitivamente la capitale dalle inondazioni, sono dei punti d'osservazione impareggiabili per gli innamorati dei luoghi speciali.
Da ponte Garibaldi, ancora segnati dal triste ricordo dell'uccisione di Giorgiana Masi quel 12 maggio del 1977 che sembrò chiudere tragicamente la nostra adolescenza, possiamo volgere lo sguardo, da una parte, verso l'Isola Tiberina e il Ponte Rotto, dall'altra verso una prospettiva del Cupolone di quelle che costituiscono un vero "classico" degli scorci romani.
Ma nei pomeriggi di tarda primavera, quando il sole comincia a carezzarci pigramente, non si potrà non riservare uno sguardo ai riflessi dei tanti palazzi che si specchiano sulla superficie del fiume in una forma più morbida e fluida che più si anima al transito di diligenti paperelle.
E si proverà un senso di refrigerio alla vista dell'occhialone nei pilastri di Ponte Sisto ideato per mitigare la pressione della corrente.
Quando poi arrivano le sere d'estate il nostro piacere sarà una delle grattachecche della Sora Mirella sull'argine trasteverino poco prima che si intraprenda il tratto del Lungotevere che conduce al Porto di Ripa Grande.

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