
Quella del dimagrimento dei due rami del parlamento ha tutta l'aria di essere un'altra grande campagna demagogica che rischierà di entusiasmare tante persone ingenue per quell'unico dettaglio immediatamente evidente e accattivante di positiva ricaduta in termini di risparmio pubblico.
Essa, un po' come fu quella sul maggioritario (di cui si magnificarono solo i vantaggi senza fare alcun cenno ai pericoli) presenta elementi di trasversalità rispetto alle forze politiche.
Ma poi sarà un'altra scelta di cui ci dovremo pentire...
Infatti, per il maggioritario si è scoperto col senno di poi che non è solo un meccanismo virtuoso che favorisce la governabilità ma un ordigno fuori controllo che gonfia a dismisura l'effetto del consenso popolare permettendo a chi lo ha ricevuto di fare il bello e il cattivo tempo senza scrupoli e senza il bene dell'apporto di forze critiche.
Così si vedrà, a nostro modesto parere, che la riduzione dei parlamentari permetterà di entrare in parlamento solo a chi avrà più risorse (soldi) da profondere nelle campagne elettorali. Ci vorranno più voti per essere eletti e ci sarà il serio caso che alcune categorie di persone, magari anche di una certa consistenza, non arriveranno a poter eleggere un parlamentare che ne rappresenti gli interessi.
Sommando i due strumenti, all'apparenza innocenti, avremo creato un parlamento elitario e poco rappresentativo. Ci consoleremo del fatto che opererà a minor costo?
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