mercoledì 27 maggio 2009

Il numero dei parlamentari è il vero problema?


Quella del dimagrimento dei due rami del parlamento ha tutta l'aria di essere un'altra grande campagna demagogica che rischierà di entusiasmare tante persone ingenue per quell'unico dettaglio immediatamente evidente e accattivante di positiva ricaduta in termini di risparmio pubblico.

Essa, un po' come fu quella sul maggioritario (di cui si magnificarono solo i vantaggi senza fare alcun cenno ai pericoli) presenta elementi di trasversalità rispetto alle forze politiche.

Ma poi sarà un'altra scelta di cui ci dovremo pentire...


Infatti, per il maggioritario si è scoperto col senno di poi che non è solo un meccanismo virtuoso che favorisce la governabilità ma un ordigno fuori controllo che gonfia a dismisura l'effetto del consenso popolare permettendo a chi lo ha ricevuto di fare il bello e il cattivo tempo senza scrupoli e senza il bene dell'apporto di forze critiche.


Così si vedrà, a nostro modesto parere, che la riduzione dei parlamentari permetterà di entrare in parlamento solo a chi avrà più risorse (soldi) da profondere nelle campagne elettorali. Ci vorranno più voti per essere eletti e ci sarà il serio caso che alcune categorie di persone, magari anche di una certa consistenza, non arriveranno a poter eleggere un parlamentare che ne rappresenti gli interessi.


Sommando i due strumenti, all'apparenza innocenti, avremo creato un parlamento elitario e poco rappresentativo. Ci consoleremo del fatto che opererà a minor costo?

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